Pietro VINCI, musicista nicosiano del XVI sec.
Uno dei maggiori compositori della musica occidentale.


Nasce a Nicosia verso il 1525(35). Dopo aver viaggiato per tutta Italia, divenne maestro di cappella nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Bergamo (1568-1580), dove si sposa ed ha figli; ritornò quindi nella città natale dove occupò fino alla morte una funzione analoga. Fu il capo di una scuola di madrigalisti siciliani che meriterebbero di essere meglio conosciuti, e trasmise ai suoi allievi la qualità di semplicità e di chiarezza del suo stile. Il maestro in età avanzata, venne chiamato a Piazza Armerina e Caltagirone, per dirigere i rispettivi cori di cappella e dopo queste ultime brevi permanenze, si ritirò a Nicosia dove mori  al nel 1584(91). Forse il suo corpo riposa nella Cattedrale di .San Nicolò.
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Cosa ci tramanda:
10 messe (da 4 a 8 voci), 5 libri di mottetti (da 4 a 8), medico di chiara spirituali, 10 libri di madrigali (da 3 a 6 voci).
A lui è stata intitolata a Nicosia, l’omonima via che collega largo Duomo a viale Regina Elena ed è stato dedicato un monumento, situato in piazza Guglielmo Marconi.

NICOSIANI ILLUSTRI: (descrizioni in corso di aggiornamento)
Angelo Barbato, storico (XIX-XX sec.);
Giuseppe Bonifacio, musicista - maestro di cappella (XVIII sec.);
Vincenzo e Giovanni Calogero Calamaro, padre e figlio, scultori (XVII sec.);
Giacomo Campione, pittore (XVII sec.)
Antonio Cancellario, nobile, arciprete, arcivescovo di Messina (XVI sec.);
Marcello Capra, origini nobili, medico e filosofo (Nicosia 1510-1593), fu nominato archiatra della flotta spagnola da Giovanni d'Austria (figlio illegittimo di Carlo V)  nella battaglia di Lepanto (1571) e ricevette la cittadinanza onoraria ex privilegio della Città di Messina. Studioso delle malattie epidemiche, esercitò la sua attività sanitaria per contrastare e debellare le epidemie di peste che infestarono la Sicilia nel 1582 e nel 1591.
Antonio Cardella, pittore;
Martino Ciaurella, poeta (XVII sec.);
Antonio Cottone, professore di filosofia nell'Università di Padova (XVII sec.);
Antonio Filingeri, pittore (XVII sec.);
Giuseppe Fontana, origini nobili, (Nicosia XVI sec. - 1590) medico di chiara fama.
Francesco Maria Testa, (n. Nicosia 1704 -  m. Monreale 1773) canonico della Chiesa Metropolitana di Palermo, Censore di Libri, Giudice del Tribunale Ecclesiastico, Esaminatore Sinodale, Supremo Deputato di Sanità, Magistrato Supremo della Inquisizione Fiscale, Vicario Capitolare della Sede Vacante, eletto Vescovo di Siracusa e Arcivescovo di Monreale. Avendo studiato legge si distinse per la sua perizia nel diritto in Sicilia e nella storia patria di cui era dottissimo. Nel 1741 pubblicò l'opera non religiosa più importante i "Capitoli del Regno di Sicilia" Capitula Regni Siciliae, ossia le leggi emanate dai Re di Sicilia.
Salvatore Gentile, canonico di San Nicolò, poeta (XVIII-XIX sec.);
Salvatore Gioco, sacerdote, scrittore (1916-1988);
Carmelo La Giglia, farmacista, poeta in vernacolo nicosiano galloitalico (1862-1922);
Giorgio La Motta, barone di Salinella, scrittore (XIX-XX sec.);
Mariano La Via, studioso di diritto, scrittore, giornalista, deputato nazionale in epoca prefascista (XIX-XX sec.);
Vincenzo La Via, (n. 1895) figlio di Mariano, filosofo, fu discepolo di Bernardino Varisco e Giovanni Gentile, insegnò filosofia nell'Università di Genova e in quella di Urbino, Messina e Catania (XIX-XX sec.);
Mariano Pantaleo, (n. 1811), chirurgo di chiara fama, pubblicò vari studi universitari di ostetricia e ginecologia, direttore della facoltà di medicina università di Palermo, riconoscimenti in Italia e Francia (XIX-XX sec.);
Luigi Venuta, (Nicosia 1823 - Hudison City 1876) sacerdote e rivoluzionario risorgimentale;
Stanislao Pontorno, storico;
Nicolò Sammarco, professore di Teologia nell'Università di Salamanca;
Francesco Curcio, scultore (1897-1942) vinse il primo premio a Roma per l'Esposizione Universale (E-42) presentando un progetto che doveva essere realizzato nell'area dell'Eur, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale sconvolse tutti i suoi piani.